Esami tossicologici e cannabis light: test urine, sangue, capelli e saliva

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Esami tossicologici e cannabis light

Sono sempre più numerosi i consumatori di cannabis light, consumatori che spesso si chiedono se sia possibile risultare positivi agli esami tossicologici. Quindi Esami tossicologici e cannabis light sono sempre più strettamente correlati tra loro. Si tratta di una domanda più che naturale, dato che sono molti i lavori per i quali è necessario sottoporsi a test tossicologici in modo frequente. Cerchiamo di fare insieme un po’ di chiarezza sulla questione.

Lavoro ed esami tossicologici

Gli esami tossicologici a cui è possibile si venga soggetti per motivi di lavoro sono solitamente i test delle urine, gli esami del sangue, i test sui capelli e quelli salivari. Questi test vengono effettuati per controllare che i dipendenti di un’azienda non facciano uso di sostanze stupefacenti, cosa questa che in molte realtà è del tutto inaccettabile, soprattutto quando si devono utilizzare mezzi, macchinari o sostanze che potrebbero mettere a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri.

Pensiamo ad esempio ai conducenti di veicoli, a coloro che devono utilizzare muletti o altri simili macchine per la movimentazione delle merci, a chi lavora sostanze potenzialmente pericolose e infiammabili, agli infermieri, ai medici e personale sanitario, coloro che devono lavorare in un cantiere edile e simili altre mansioni.

I lavoratori a cui viene richiesto di sottoporsi ad esami tossicologici devono ovviamente risultare negativi. In caso di positività è possibile che si venga sospesi dal lavoro. Solitamente viene richiesto un secondo esame, ma è comunque possibile anche arrivare a perdere il proprio lavoro se l’azienda lo ritiene necessario.

Esami tossicologici e cannabis light

Esami tossicologici e cannabis light

Il CBD della cannabis light non è una sostanza psicotropa, non è cioè in grado di alterare le capacità fisiche e psichiche di una persona. Proprio per questo motivo la cannabis light è legale e può essere consumata senza alcun tipo di problema. Il cannabinoide della canapa che non è legale è il THC, che ha invece sostanze psicotrope. È questo cannabinoide che gli esami tossicologici cercano. La cannabis light è del tutto priva di THC? No. Nella cannabis light è presente una piccolissima percentuale di THC, percentuale che per legge non deve superare la soglia dello 0,2%. Se con i test antidroga viene rilevata la presenza di THC entro i limiti di questa percentuale, gli esami tossicologici risultano negativi. Chi deve sottoporsi agli esami tossicologici può quindi consumare cannabis light.

Come in ogni medaglia che si rispetti esiste un risvolto che merita di essere preso in considerazione. È vero, chi deve sottoporsi agli esami tossicologici può assumere cannabis light senza problemi, dato che questi esami possono rilevare al massimo uno 0,2% di THC e il risultato sarà quindi comunque negativo. È vero però anche che un consumo smodato e costante nel tempo di cannabis light potrebbe comportare un accumulo di metaboliti e quindi un risultato positivo del test antidroga. Inoltre è bene ricordare che esistono dei soggetti che sono predisposti all’accumulo di metaboliti. Chi deve sottoporsi per motivi di lavoro ad esami tossicologici dovrebbe quindi considerare un consumo moderato della cannabis light e magari evitare, se si conosce la data dei test, il consumo a ridosso dei test da effettuare.

Esami tossicologici e cannabis light: il test delle urine per il controllo dei livelli di THC

Tra gli esami tossicologici più utili a scoprire la presenza di THC, dobbiamo senza dubbio ricordare l’esame delle urine. Questo esame di lavoro ari ore può rilevare le tracce di THC-COOH. Si tratta di un catabolita del THC, una sorta di sostanza di scarto se ci passate il termine che resta nel corpo anche dopo molti giorni dall’assunzione della cannabis. È possibile che le tracce di THC siano riscontrate anche a seguito dell’assunzione di cannabis light. Ogni azienda solitamente richiede un secondo controllo più approfondito.

Lo stesso campione quindi viene sottoposto ad un processo di gascromatografia-spettrometria di massa, processo che consente di rilevare se effettivamente è stato fatto uso di cannabis ad elevata percentuale di THC o se in realtà si trattava di cannabis light. In alternativa è possibile che si venga sottoporsi alle analisi del sangue. Anche in questo caso il consumo di cannabis light diventa evidente. È vero insomma che possono sorgere dei dubbi, ma alla fine la situazione si risolve sempre per il meglio perchè gli esami odierni sono in grado di portare alla luce l’effettivo consumo che è stato fatto.