CBD: conosciamo meglio il cannabidiolo

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CBD

Il CBD, acronimo di cannabidiolo, è un metabolita della cannabis light. Lo abbiamo già citato nei precedenti articoli, ma non abbiamo ancora mai approfondito l’argomento. Visto che si tratta di un elemento importantissimo della cannabis light è giusto conoscerne nel dettaglio caratteristiche e proprietà benefiche. Come abbiamo già detto in precedenza, la cannabis sativa legale contiene oltre 80 diverse sostanze chimiche naturali, ciascuna delle quali presente proprie caratteristiche distintive. Una di queste è il CBD, vale a dire la seconda sostanza maggiormente presente nella cannabis legale dopo il THC. Da questa però prende molto le distanze in quanto non è una sostanza psicoattiva, non crea dipendenza e produce notevoli e molteplici effetti benefici sull’intero organismo. Una volta scoperti questi benefici effetti, il CBD è stato oggetto di molteplici studi che, nel corso del tempo, hanno messo in evidenza l’estremo effetto benefico di questa sostanza, anche come cura per moltissime diverse patologie (alcune delle quali anche piuttosto gravi).

CBD: che cos’è

Abbiamo visto che si tratta di un metabolita della cannabis light. Un metabolita altro non è che il prodotto finale del metabolismo. In pratica ogni volta che una sostanza è assunta dall’organismo, subisce una trasformazione che la rende più facilmente assimilabile, o eliminabile. Le molecole delle sostanze trasformate da questo processo, prendono il nome do metabolita. Il metabolita è maggiormente idrofilo rispetto alla molecola di partenza e quindi più facilmente solubile nei liquidi e, di conseguenza può essere eliminato nelle urine (oppure nelle feci nei casi di metaboliti più difficilmente solubili).

CBD: caratteristiche

A questo elemento, nel corso del tempo, è stata riconosciuta una grandissima importanza per una serie di ragioni ben precise. Generalizzando si può dire che il suo effetto provoca ingenti e indiscussi benefici nell’organismo umano. Entrando nello specifico è stato studiato il suo comportamento all’interno del corpo umano e ne sono stati tratti risultati stupefacenti. Il CBD infatti è un elemento con effetti:

  • rilassanti
  • anticonvulsivanti
  • antidistonici
  • antiossidanti
  • antinfiammatori
  • favorisce il sonno
  • è distensivo contro ansia e panico
  • riduce la pressione endooculare
  • è un promettente antipsicotico atipico

CBD

CBD: cosa non è e cosa non fa

Non è una sostanza psicoattiva, non crea assuefazione. Questo significa che, a differenza del cugino, il Delta-9-tetraidrocannabinolo (meglio conosciuto come THC), non altera lo stato psico-fisico dei soggetti che lo assumono. Non va quindi ad influenzare in alcun modo caratteristiche quali: attenzione, percezione, umore, coscienza, comportamento ecc…

Il CBD non da assuefazione, vale a dire che non crea dipendenza alcuna. Questo vuol dire che assumerla non lega il soggetto al bisogno di un continuo e persistente consumo nel tempo. Da questo si può ben capire che il CBD, come del resto la cannabis light, non è uno stupefacente, non è una droga. Altra caratteristica molto importante da tenere in considerazione: il CBD non ha effetti collaterali.

Patologie e benefici

Scoperte e riconosciute le proprietà benefiche del CBD, questo è stato ampiamente impiegato in farmacologia per ridurre gli effetti negativi di alcune specifiche malattie. In altri casi poi, si è rivelato fondamentale per contrastare l’avanzare di malattie e gravi situazioni di insofferenza e dolore. Per fare degli esempi concreti, il CBD è usato come elemento fondamentale nel trattamento di alcune patologie gravi, quali:

  • sclerosi multipla
  • lesioni del midollo spinale
  • effetti collaterali causati da chemioterapia
  • radioterapia
  • terapie per l’Hiv
  • riduzione dei movimenti involontari del corpo
  • riduzione dei movimenti involontari facciali nella sindrome di Tourette
  • stimolante dell’appetito in pazienti con disturbi alimentari o affetti da Aids

CBD: i meccanismi di funzionamento

Il CBD agisce sul sistema endocannabinoide, garantendone la perfetta omeostasi. La sua azione non provoca alcun effetto sulla mente e sulle percezioni spazio-temporali, ma agisce invece sulla capacità di omeostasi, cioè sulla facoltà di mantenere un equilibrio e una stabilità interna.

Il corpo umano possiede diversi recettori cannabinoidi. Oggi, quelli che si conoscono prendono il nome di:

  1. CB1 – localizzato nel sistema nervoso centrale (principalmente nell’encefalo)
  2. CB2 – localizzato soprattutto nelle cellule T del sistema immunitario e nel sistema nervoso centrale

Il CBD possiede la facoltà di legarsi a questi particolari recettori e, attraverso questo legame, condiziona in modo positivo e benefico l’apparato endocannabinoide.

  • Il sistema endocannabinoide è formato da tre parti principali:
  • Endocannabinoidi – cannabinoidi prodotti naturalmente dal corpo
  • Recettori cannabinoidi
  • Enzimi di acidi grassi – responsabili del deterioramento dei cannabinoidi.

In pratica il CBD si lega con i recettori cannabinoidi e influenza il sistema endocannabinoide facendo innescare reazioni di omeostasi per riportare equilibrio all’interno dell’organismo. I suoi effetti benefici si ripercuotono sugli organi e soprattutto sul sistema nervoso.